Villa Albani Torlonia

(Facciata di Villa Albani Torlonia / Foto da Google Maps - Andrea Ciccorelli)

Villa Albani Torlonia

Villa Albani Torlonia, che si trova lungo la via Salaria, è una delle più alte testimonianze del gusto per l’antico e degli interessi antiquari del XVIII secolo. La villa fu edificata tra il 1747 e il 1763 dall’architetto Carlo Marchionni per volere del cardinale Alessandro Albani (1692-1779), nipote di papa Clemente XI, che la concepì per ospitare le sculture antiche del prelato. L’impianto della villa, che riprende schemi già collaudati nelle residenze rinascimentali, distribuisce edifici e padiglioni nello spazio scenograficamente modellato del giardino. In posizione dominante il “Casino”, aperto in facciata da un loggiato adorno di statue imperiali e fiancheggiato da due ali porticate con gallerie di erme-ritratto di filosofi e uomini politici; all’interno il fastoso salone del “Parnaso” che prende il nome dall’affresco realizzato sulla volta dal pittore tedesco Anton Raphael Mengs nel 1756. Sulla destra è il cosiddetto “Appartamento della Leda”, riproduzione di un complesso termale antico, cui segue la camera del “Biliardo”; opposto al casino è il “Caffehaus”, con fronte a emiciclo, che imita un Canopo. Nel novero dei dipinti, sculture e rilievi esposti nella villa e appartenenti alle collezioni Albani e Torlonia, si segnalano: il rilievo con “Antinoo” dalla villa Adriana a Tivoli, splendido esempio di arte classicista romana; il rilievo con “cavaliere che atterra un nemico”, originale attico di stile partenonico; il “busto di Esopo”, di età antonina; “Eutidemo di Battriana” del II secolo a.C.; la “fanciulla Torlonia”, finissimo ritratto di gusto allessandrino, metà I secolo a.C.; il “sarcofago con nozze di Peleo e Teti”, di età adrianea; il busto di Cristina di Svezia; l’ “Hestia Giustiniana”, copia adrianea da originale di scuola argiva del 460 a.C. e affreschi di fine IV secolo a.C. staccati dalla “tomba di François” di Vulci, antica città etrusca del viterbese, con “storie mitologiche” greche e leggende etrusco-romane, come le “Avventure dei fratelli Aulo e Celio Vibenna e quelle di Mastarna”. Varie sale ospitano dipinti di Niccolò da Foligno, “Madonna e Santi” (1475); del Perugino, “polittico” (1491); di Francesco Zaganelli “Pietà”, (1509); del pittore olandese Gerrit van Honthorst, noto come Gherardo delle Notti; Pompeo Girolamo Batoni; Tintoretto, Taddeo Zuccari, il Guercino, Giulio Romano, Luigi Vanvitelli e di tanti altri. Nel 1866 la villa fu acquista da Alessandro Torlonia che ne modificò in parte l’aspetto. Nel 1870, in una delle stanze della villa, dopo la breccia di porta Pia, il generale Cadorna e il generale Hermann Kanzler, comandante delle truppe pontificie, firmarono l’atto di capitolazione di Roma.

ORARI E INDIRIZZI:
Via Salaria, 92 - La villa è aperta solo su prenotazione - Per informazioni Tel. 06.81152736

COME ARRIVARCI:
BUS 63, 83, 92, 223, 360, 910 (fermata SALARIA/ADDA)

LINK ESTERNI:
Fondazione Torlonia

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